domenica 19 luglio 2009

Bentornata 345 ........







































































Finalmente. Dopo 5 mesi di vacanza a New Hartford la beneamata Deluxe Balladeer no. 345 del 1967 è tornata a casa. Che sollievo. Tanto c'è voluto, ma ne è valsa la pena. Avevo concordato con il responsabile del servizio clienti dell'Ovation un restauro conservativo, e cosi è stato. Se ricordate avevo spedito la chitarra in fabbrica nel Conneticut perchè dopo 42 anni di vita (passati chissà nelle mani di chi) aveva principalmente bisogno di un riposizionamento del manico che si era spostato in avanti di qualche grado sotto il tiro delle corde, rendendola difficilmente suonabile dal 7° tasto in su e con un azione comunque troppo alta. La tavola era tutta un rigo, come se qualcuno avesse suonato la chitarra con una moneta invece del plettro. Il manico, essendo del tipo -dove tail- ed il bowl lucido in vetroresina non permettevano la sistemazione in loco, ma sapevo che all'Ovation avrebbero fatto il miracolo. Anche il bowl era molto rigato ed è stato sapientemente riverniciato e lucidato. L'unica cosa che è stata sostituita è il ponte in modo da permettere la pulitura, spianatura e gloss della tavola. Al suo posto ora c'è nè uno in palissandro identico all'originale ma fabbricato in era moderna. Inoltre il ponte è stato riposizionato perchè pare che la scala fosse sbagliata. Il nuovo ponte è ora 7mm più vicino alla buca. Nelle foto si vede una leggera ombra vicino al ponte. Il segno di quello vecchio; così mi ricordo che è una chitarra di 42 anni ;). Sono sicuro che il tempo farà la sua parte.
La cosa che mi ha colpito di più, oltre alla rinata estestica, è stato il suono. Finalmente ho capito cosa avevano studiato per anni alla Kaman, quando ancora i pickup e l'amplificazione non esistevano e tutti si concentravano solo sul suono acustico. La chitarra suona benissimo. Profonda, con bassi infiniti ed alti chiarissimi. Sembra di suonare in un duomo. Il bowl vibra come la tavola; all'unisono. Finalmente il suono signature dell'Ovation. Quello che ha fatto da capostipite per tutte le chitarre a venire.


martedì 14 luglio 2009

venerdì 10 luglio 2009

Pickup e preamp ....




Come avevo già accennato in un precedente post, all'Ovation prima di dotarsi dei famosi pick up che tutti conosciamo, avevano adottato (solo per poco tempo) gli inglesi Baldwin. Nei primi anni '70, il principio del pick up piezo elettrico era ormai consolidato e all'Ovation studiarono un sistema per inserirlo sotto il ponte in modo da prelevare e amplificare le vibrazioni sia della tavola che delle corde. Inoltre di li a poco riuscirono ad inserire a bordo delle chitarre anche un pre-amplificatore. All'inizio solo per il controllo del volume, poi con l'aggiunta dei toni e così via fino ai moderni sistemi di "trattamento" del suono.


Per tanti anni il pick up sulle Ovation è rimasto immutato, fino a quando sono state introdotte le serie più economiche (tipo applause, celebrity... ) con tavole prevalentemente in laminato dove è stato usato il pick up della serie "thinline", e di gamma alta con tavola in fibra di carbonio (Adamas) dove è stato utilizzato oltre che il tradizionale "Hi output" anche la serie "true balance" sempre con 6 cristalli piezo come le versioni originali. L'evoluzione dei pick up è stata seguita da quella dei preamplificatori. L'ultimo nato in casa Ovation è "l'idea" che è mostrato nello schema in fondo alla pagina. E' interattivo e intercambiabile con gli altri pre della serie OP. Per vederli tutti, come sempre, clickate QUI !!

domenica 28 giugno 2009

The bowl ......















Nella storia dell'Ovation, il bowl, ovvero la cassa di risonanza, ha subito alcune variazioni dalla sua nascita ad oggi. In primis i materiali. Le Ovation adottavano il lyrachord; una miscela di fibra di vetro e resine, tirata a lucido (shiny). Molto bella, leggera e risonante. La formulazione e la finitura cambiarono però dopo pochi anni. Nel 1969 Glen Campbell suggerì di ridurre lo spessore della cassa e di non lucidarla più. La prima, per utilizzarla al meglio durante le esibizioni (era nato l'artist bowl) e la seconda per impedire che la chitarra scivolasse troppo. L'utile al dilettevole; costi e praticità. La fibra di vetro lasciò più spazio alle resine. Da quel momento in poi non si sono avute sostanziali modifiche sia nella natura che nella composizione chimica della cassa, fino al 1983 con l'introduzione del super-shallow-bowl, una cassa ancora più ridotta di spessore per accontentare chi predilige il suono plugged-in all'acustico. E poi via, fino all'introduzione nel 2004 della serie LX, dove la cassa è stata reinventata riducendone il peso del 30% diminuendo lo spessore della foglia della cassa stessa ed addizionando microsfere di vetro all'impasto. L'anno dopo (2005) un'altra rivoluzione, con l'introduzione della cassa "contour".
Ma veniamo alle dimensioni. Abbiamo detto che esisteva una differenziazione tra l'artist bowl (o shallow bowl) ed il deep bowl; le profondità erano rispettivamente 5' 1/8 pari a circa 130,17mm per l'artist bowl e 5' 3/4 pari a circa 146,05mm del deep bowl.

Dopo l'introduzione del super-shallow che ha profondità di 4' 1/16 pari a circa 103,19mm, l'artist è stato ribattezzato mid-depth bowl e la profondità cambiata in 5' 1/4 pari a circa 133,35mm.
L'eccezione rimane il bowl delle Adamas che per effetto dell sistema di sospensione della tavola raggiunge i 6' 1/16 pari a circa 153,98mm.



domenica 14 giugno 2009

Migliorare la stabilità del manico ......


Fin dall'avvento delle corde in acciaio nel 1920, i produttori di chitarre hanno sempre cercato di stabilizare il manico, introducendo rinforzi in acciaio nel "poco" legno rimasto. Ted McHugh, ingegniere alla Gibson, sviluppo una barra di rinforzo in acciaio, regolabile. Dopo la scadenza del brevetto, praticamente tutti i produttori di chitarre hanno utilizzato, inserendo delle opportune modifiche, l'invenzione di McHugh, con l'eccezione della Martin che ha introdotto il truss rod regolabile nelle sue chitarre solo nel 1985.
C. Kaman fece fare all'idea di McHugh un passo da gigante con l'introduzione della K-bar nelle Adamas. In pratica si trattava di una barra sagomata di alluminio con la sezione che ricorda la forma di un cappello rovesciato, che procurava una solida base per la tastiera e portava la resistenza del manico al tiro delle corde, a livelli mai visti. Inoltre il rod era inserito in un canale sagomato e non più a contatto con il legno, il che permise di spostare la vite di regolazione dentro il corpo della chitarra e non più alla base della paletta, riducendo di fatto gli stress e le possibilità di rottura.
Sulle Adamas Kaman scelse il manico e la tastiera in noce che veniva prima impregnato con una resina acrilica e lo faceva diventare più duro dell'ebano aumentandone la resistenza all'usura.

domenica 7 giugno 2009

Un restauro made in Italy .....









































































Purtroppo una delle mie adorate Ovation, la 1617 legend del 1981, presa su ebay qualche anno fa ed arrivata con una bella cricca sulla tavola (grazie ad un pessimo imballo !!!) ha iniziato a collassare.
La tavola, di un bell'abete sitka triplo A, ha iniziato a cedere ed ha sviluppato un avvallamento intorno alla buca centrale. Sintomo che nel corso della sua precedente vita non è stata tenuta come avrebbe dovuto, ed in particolar modo non umidificata come avrebbe dovuto.
La catenatura ad A correndo solo in senso longitudinale non l'ha aiutata, ma ho visto chitarre anche più vecchie della mia con una bella tavola piatta....sigh
Così mi sono deciso, siccome ho ancora la Deluxe Balladeer in fabbrica per un restauro completo, e non potendo inviare anche questa per ragioni economiche, d'accordo con un liutaio della mia città proveremo a sostituire la tavola da noi.
Per prima cosa mi sono fatto inviare dal servizio clienti Ovation le parti che non potevamo riciclare , ovvero la rosetta in rilievo e le parti traforate in alluminio che reggono l'incrocio della catenatura (vedere foto), quindi abbiamo ordinato da Stewmac un bell'esemplare di abete sitka AAAA da incollare e tagliare. Smontato il manico (bolt on) e l'elettronica, la chitarra è ora nelle sapienti mani del mio amico per il "trapianto".
A lavoro ultimato posterò le foto della rinata legend 1617.....;)

domenica 31 maggio 2009

Sarzana docet .....





























































































































































































Ho saltato una settimana, lo so. L'occasione però era da non perdere. Anche quest'anno sono andato a Sarzana per la 12ma edizione dell' International Acoustic Guitar Meeting. Son stato 2 interi giorni a bearmi tra le più belle chitarre acustiche che il mercato possa offrire e a saltare da una parte all'altra della fortezza Firmafede (sede dell'evento) per non perdere le performance offerte dai più acclamati chitarristi italiani e stranieri, una chiacchera, un autografo, una prova di una chitarra. Mi sembra di essere stato sulla luna :). Per chi ci va regolarmente, sa di cosa sto parlando, per chi non c'è ancora stato, per ora magari serve guardare l'estratto qui sopra pubblicato delle centinaia di foto che ho fatto, ed aspettare la 13a edizione nel 2010; oppure andare sul sito di Armadillo club che organizza l'evento per capire meglio.

Ovviamente c'erano anche le Ovation. Accordo.it aveva infatti organizzato un palco dove si sono esibiti molti degli artisti presenti alla manifestazione. Anche qui merita andarli a vedere sul sito di Accordo che li ha registrati e messi in rete per la nostra goduria.
Tra gli artisti stranieri che mi hanno colpito di più devo citare Bob Brozman. Un vero genio talentuoso, molto disponibile e veramente simpatico. Un maestro di musica che tutti vorrebbero avere !! Inoltre Ed Gehrard, Antoine Darfour e le Hussie Hicks. Chi non li conosce può facilmente vederli su youtube.
Tra gli italiani mi è piaciuto molto Beppe Gambetta, Paolo Pilo, Massimo Varini, Oscar Bauer ed il trio Dream of Butterfly. Anche per loro vale la stessa regola : youtube.

glitter 2

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